Dove si annida l’animale se non tra le pieghe del reale? Dove nasce il magico ghigno rivelatore, se non nei meandri delle forme morbidamente e spigolosamente accatastate del nostro cervello? Nel suo libro d’esordio Dita amputate con fedi nuziali Giuseppe Merico gioca a trasmutare la realtà, alla ricerca del suo punto di rottura. Attraverso una trentina di racconti brevi e meno brevi, fissa nei suoi personaggi e nelle sue situazioni la presenza di elementi impercettibili che, grazie ad un quid “dissociante”, diventano ponti di accesso verso il mondo invisibile, quello che esiste al di là dello schermo dell’apparenza.
