Un’esplorazione culturale porta a confrontarsi con i diversi territori del sapere, a sondarne i confini, a valutarne connessioni e discontinuità. Un lavoro di questo tipo è svolto dalla rivista ARGO, fondata nel 2000 a Bologna da un gruppo di studenti universitari. Arrivata al suo decennale e alla sua sedicesima uscita, come le precedenti organizzata secondo una precisa tematica, giunge ad interrogarsi su La materia che amava chiamarsi umana, e quindi su identità e metamorfosi.
Ciò che qui mi interessa è [...] focalizzare le metamorfosi attraversate dal concetto di identità, di distinguere i diversi concetti di corporeità, di individuare le diverse forme dell’identità sessuale. Sono solo alcune delle coordinate che permettono all’identità personale di formularsi, ma spero che queste considerazione possono contribuire, per chi lo vuole, a sfuggire all’incapacità di distinguere di cui la sensibilità contemporanea sembra fortemente afflitta, e che porta ad omogeneizzazioni forzate e fortemente incapaci di accettare le diversità anche laddove si pretende di portarne testimonianza.

