Archivio per la categoria ‘pagine, traccianti’

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Pagina 95 – Landolfi

Settembre 11, 2009

landolfi

Non spero di farmi intendere, forse non voglio. Non pretendo giustificarmi né dare spiegazioni; solo dirò quello che vidi.

Convolgendosi su se stesso e addensandosi, il fumo dette luogo a una grande figura femminile staccata dal braciere, sospesa dunque a mezz’aria, che ancora fluttuava un poco, per largo e per lungo, ma si rapprese e fissò rapidamente in un’immagine precisa, percorsa, soltanto, da alterne correnti di luce, o piuttosto di fumo medesimo; come il fumo fosse, dico, il suo visibile sangue. Read the rest of this entry ?

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Pagina 15 – Flaiano

Agosto 7, 2009

Ennio Flaiano 1

Graziano stava quel giorno nella toletta del direttore quando senti urlare il suo nome nel corridoio. Sentire il proprio nome, come un grido dʼaiuto, quando si è appartati, in una calma che dovrebbe essere intangibile, dà sempre un suono di colpa o di catastrofe. Era infatti il direttore, arrivato in anticipo, che lo faceva chiamare. Graziano pensò che lo avrebbe licenziato; e a questʼipotesi, appunto perché tanto temuta, riprese coraggio. Era successo questo: la sera prima, mentre avrebbe dovuto trovarsi al giornale, lui e il direttore si erano incontrati, faccia a faccia, in un ristorante della via Cassia. Graziano era con Dory Nelson, molto sfarzosa e libera per qualche tempo del suo nuovo protettore, tutti e due allegri per la serata che si annunziava felice, la cena, il cinema, il letto. Il direttore era con altri amici, gente della politica, e si annoiava. Ballando, Graziano aveva colto per un attimo il suo sguardo pesante.

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Pagina 237 – Rosalind Kraus

Luglio 13, 2009

Rosalind Kraus                                                         Roland Barthes                      

Per spiegare il concetto di opera d’arte leggibile nell’ottica strutturale e rifiutare il modello storicista, Roland Barthes ricorreva all’immagine degli Argonauti a cui gli dèi avevano ordinato di compiere il loro lungo viaggio con un’unica e stessa nave – l’Argo – a dispetto del carattere ineluttabile del progressivo deterioramento dell’imbarcazione. Nel corso della traversata, pezzo dopo pezzo, gli Argonauti sostituirono pian piano la totalità della nave:

Questa nave Argo è molto utile: fornisce l’allegoria d’un oggetto eminentemente strutturale, creata non dal genio, dall’ispirazione, dalla determinazione o l’evoluzione ma attraverso due atti modesti (che non possono essere rintracciati in nessuna mistica della creazione): la sostituzione (un pezzo subentra all’altro, come in un paradigma) e la nominazione (il nome non è affatto legato alla stabilità dei pezzi): a forza di combinare, all’interno d’uno stesso nome, non resta più niente dell’originale. Argo è un oggetto senza altra causa che il suo nome, senza altra identità che la sua forma”.

 Da Rosalind E. Kraus, L’originalità dell’avanguardia e altri miti modernisti, Fazi, Roma 2007

Libro Fazi, R. Kraus

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Pagina 57 – Manganelli

Giugno 18, 2009

giorgio manganelli

Se un angelo intervistatore mi ponesse una domanda sulla condizione attuale del romanzo, io penso che, con la compunzione necessaria, risponderei allʼincirca così: «Io provo uno scarso interesse per il romanzo in genere – inteso come protratta narrazione di eventi o situazioni verosimili – e talora un sentimento più prossimo alla ripugnanza che al semplice fastidio; ho lʼimpressione che oggi codesto genere sia caduto in tanta irreparabile fatiscenza che il problema è solo quello dello sgombero delle macerie, non del loro riadattamento a condizioni abitabili; codesto sprofondamento ha, a mio avviso, una causa precisa. I romanzieri sono persone serie, o si comportano come tali. Sono persuasi che nelle pieghe del loro raccontare debba essere disposto il coonestante aroma di una qualche idea generale, di un messaggio.

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Pagine 83-84 – Pirandello

Maggio 8, 2009

luigi_pirandelloPer consolarmi, il signor Anselmo Paleari mi volle dimostrare con un lungo ragionamento che il bujo era immaginario.
- Immaginario? Questo? – gli gridai.
- Abbia pazienza mi spiego.
E mi svolse (fors’anche perché fossi preparato a gli esperimenti spiritici, che si sarebbero fatti questa volta in camera mia, per procurarmi un divertimento) mi svolse, dico, una sua concezione filosofica, speciosissima, che si potrebbe forse chiamare lanterninosofia.
Di tratto in tratto, il brav’uomo s’interrompeva per domandarmi:
- Dorme, signor Meis?
E io ero tentato di rispondergli:
- Sì, grazie, dormo, signor Anselmo.
Ma poiché l’intenzione in fondo era buona, di tenermi cioè compagnia, gli rispondevo che mi divertivo invece moltissimo e lo pregavo anzi di seguitare. Read the rest of this entry ?

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Pasolini – PETROLIO (Gli Argonauti, appunti 36 – 40)

Aprile 23, 2009

 

 

Appunto 36e. Gli Argonauti. Libro III (seguito)

Meditazione di Orfeo – La vera nascita è la seconda nascita – L’imitazione; la nascita culturale, ‹?› – Orfeo – Il viaggio vero è il secondo viaggio – Il primo è sonno (nella caverna, sotto l’albero: tutto è dentro il ventre materno) – Il secondo viaggio è quello vero perché è realistico – Non potrebbe esserlo se non avesse le ‘fondamenta di sogno’ del primo – Noi andiamo sulle tracce di Eracle che ha sognato il nostro viaggio – Facciamo quello che ha fatto Alessandro, e che hanno fatto molti altri – Verrà il momento che lo spazio del sogno del viaggio sarà saturo – Ci sarà solo lo ‹…› spazio del viaggio – Noi forse siamo gli ultimi, e infatti il nostro sogno è molto vicino alla realtà: alla [banale mappizzazione] di ogni luogo – [Siamo ‘tardi’, siamo marci alessandrini, siamo uomini colti] che chissà come hanno ancora una certa possibilità di iniziazione – Morte di Orfeo (malaria) – Sepoltura di Orfeo – All’ora del crepuscolo nella periferia verso il mare due giovani appena tornati dal lavoro, stendono fuori dalla casetta sulla sabbia un piccolo tappeto scolorito – Lasciano le scarpe sulla sabbia – si siedono a gambe incrociate sul tappetino e cominciano a suonare due loro strumenti (un tamburo e una specie di mandolino molto rustico, dalla pancia gonfia e tonda come le navi persiane) – sono due operai, immigrati, molto scuri di pelle; due sudanesi.

(testo greco)

 

 

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Pagina 107 – Bianciardi

Aprile 16, 2009

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Ogni giorno io trascorrevo in tram almeno unʼora e mezzo. Bene, chi non sa può forse credere che, viaggiando su quel mezzo pubblico quarantacinque ore ogni mese, in capo allʼanno uno debba avere fatto centinaia di conoscenze, decine di amicizie.

Per esempio, quelli che per ragioni di lavoro prendono ogni giorno lʼaccelerato fra Follonica e il paese mio, li vedrete salutare dal finestrino casellanti e capistazione, preoccuparsi se a Giuncarico non sale, come ogni mattina, il Marraccini, e poi domandare perché e come sta, ai conoscenti. [...]

Qui no. Ogni mattina la gita in tram è un viaggio in compagnia di estranei che non si parlano, anzi di nemici che si odiano. Cʼè anche un cartello che vieta le discussioni col personale, e minaccia lʼarticolo 344 del codice, contro lʼingiurìa nei suoi confronti. Così la gente subisce spaurita e silenziosa i rabbuffi gutturali del bigliettaio, che sollecita continuo e insistente di andare avanti, come facevano un tempo le zie dei casini, e dosa parsimoniosamente lʼapertura delle porte automatiche, e ci richiama quando necessario al regolamento. «Siamo passibili di sanzioni disciplinari» precisa. Read the rest of this entry ?

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Pagina 17 – Govoni

Aprile 13, 2009

ilpalombaro_govoniPoesia visiva apparsa in Rarefazioni e parole in libertà, 1915

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Pagina 290 – Calvino

Aprile 9, 2009

italo_calvino_dica

La coscienza a posto

(Apologo sullʼonestà nel paese dei corrotti)

Cʼera un paese che si reggeva sullʼillecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo dʼuna sua armonia. Read the rest of this entry ?

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Crisi

Marzo 28, 2009

«A chi può interessare la letteratura e quindi la critica? Per chi scrive il critico? Io credo che tutti quelli che si interessano della letteratura in maniera non puramente edonistica e impressionistica necessariamente si occupano di critica. Si incontrano giovani che hanno una fortissima passione per la letteratura, che magari tentano di scrivere loro stessi, o sognano di scrivere. Read the rest of this entry ?